Festa di San Giuseppe

dal 19 Marzo 2024 al 19 Marzo 2025

Viene organizzato un caratteristico pranzo di 13 portate. Anticamente il pranzo veniva offerto ai poveri del paese; oggi è offerto a 3 commensali rappresentanti la Sacra Famiglia, chi siede intorno alla tavola, e a chiunque faccia visita alla casa.

san giuseppe a lucito

Descrizione

Ha origini antichissime l’usanza di festeggiare San Giuseppe a Lucito. Tracce dell’istituzione di questa tradizione, in cui da sempre la devozione per il santo trova espressione nell’accoglienza e nella convivialità, risalgono addirittura al 1680. É una festa molto sentita quella in onore di San Giuseppe, simbolo di umiltà e dedizione, che ogni anno rivive grazie alla devozione di alcune famiglie, poche negli ultimi anni rispetto al passato, che si adoperano laboriosamente per omaggiare tale ricorrenza, preparando nelle loro case la tradizionale “minestra di San Giuseppe”, 13 pietanze offerte ai commensali e poi distribuite, insieme a “sfringe e caragne”, in tutto il paese.

Tredici pietanze, quattro generose padrone di casa, tre persone intorno ad un tavolo silenzioso che ogni anno rinnovano la tradizione della festa di San Giuseppe a Lucito. Una festa da sempre legata all’accoglienza, all’ospitalità, alla devozione per la figura del santo, padre di tutti i figli che bussavano alla sua porta per un pasto che molti si facevano bastare per giorni e di tutte le famiglie che, con grande sacrificio, allestivano tavole per chiedere a San Giuseppe i suoi “doni”: abbondanza e protezione su tutti.

Da qualche anno a Lucito anche la Società Agricola e Operaia, associazione di mutuo soccorso presente in paese da oltre un secolo, fa rivivere la tradizione del pasto di San Giuseppe, aprendo le porte a tutti coloro che vogliono sedere a tavola in onore del santo. Si preparano le tredici portate per tutto il paese e anche di più. Nei giorni precedenti il 19 marzo, giorno dedicato al Santo Giuseppe, le donne del paese si ritrovano per preparare in grandissime quantità i dolci della festa, sfringe e caragne; il primo é una specie di frittella di pasta di pane dalla forma circolare, mentre le caragne sono dei dolci di una pasta morbida che viene lavorata con maestria attorno ad una canna e poi passata su un “pettine” per dare il tocco finale prima di friggerle nell’olio di oliva. I numeri sono notevoli dal momento che tali preparazioni sono offerte a tutte le famiglie di Lucito. Conclusa questa fase si passa poi a preparare la “minestra”, con le tredici portare che la tradizione impone: ceci, fagioli, fave, riso, spaghetti con il sugo di baccalà, verdura, lumache, asparagi, funghi, baccalà e infine si portano in tavola i dolci.

Quello che un tempo era un gesto di reale sostentamento alle persone povere, oggi è devozione al Santo che, come dicono le donne “Si festeggia da solo”. Sì, perché non ci sono spese per questa tradizione: tutti portano cibo o denaro per comprare ingredienti utili alla grande festa. Si scelgono i tre protagonisti, San Giuseppe, la Madonna e il Bambinello (due anziani e un bambino) che mangiano prima degli altri mentre attorno regna un rispettoso silenzio. Assaggiano in verità tutte e 13 le famose portate (con i piatti riempiti fino all’orlo) che vengono messe in tavola, l’avanzo viene collocato in un paniere che ciascuno di essi porterà a casa per far mangiare tutta la famiglia. Una volta si sceglievano le famiglie più povere, con un gran numero di bocche da sfamare. E con il contenuto del paniere riuscivano a coprire anche una settimana di vitto. Oggi il cibo che viene preparato dalla settimana precedente è un valido motivo per condividere un forte momento di preghiera e solidarietà, per lavorare con il pensiero rivolto alla comunità unita davanti alla Sacra Famiglia.

É un grande impegno organizzare la festa di San Giuseppe per tutto il paese e il lavoro che c’é dietro per rendere tutto al meglio é tanto, ma grande é anche la partecipazione collettiva all’evento. La gente di Lucito mostra grande generosità in occasione di questa festa, offrendo le materie prime necessarie alle varie preparazioni: l’olio, la farina, le uova, i legumi e tanto altro, ma soprattutto il loro tempo per dedicarsi a cucinare e organizzare il tutto. Non solo i soci del sodalizio che realizza l’evento, ma chiunque sente di voler dare una mano, spinto dalla devozione, partecipa alla preparazione della festa che, ci si auspica, possa restare sempre un punto fermo della tradizione e possa trovare continuità anche nelle generazioni future.

Legumi, riso, pasta, baccalà e aringhe, lumache, verdura e altri vegetali. E poi le frittelle e le tipiche sfringe, biscotti realizzati in maniera assolutamente tradizionale ancora da tante famiglie. Una spesa a suon di decine di chili di roba, da pulire, preparare, cuocere, sistemare e distribuire.

Se la Sacra Famiglia, che mangia per prima, non ha terminato il pranzo nessuno tocca il cibo; al termine si fa una preghiera per ringraziare. Quindi tutti i tavoli si stendono perché in quattro e quattr’otto tutti sono a tavola per mangiare il cibo della tradizione e della devozione, in un clima di grande armonia e di allegria.

Questa è la festa di San Giuseppe a Lucito: un rito di dono e di semplicità, durante il quale chi ha di più e chi ha la forza fisica si fa servo per chi ha di meno. Per non perdere mai valori inossidabili che spesso l’odierna società dimentica.

Non si può non dire grazie a tutte queste persone, un grazie di cuore a chi si impegna per custodire una festa a metà tra tradizione e fede, ma che soprattutto porta negli anni il messaggio per cui aprire le porte all’altro riconcilia con il mondo e con se stessi.

A chi è rivolto

Evento rivolto a tutti.

Date e orari

19 Mar

12:00 - Inizio evento

19
Mar

15:00 - Fine evento

Per altre informazioni sull'evento, consultare il programma nella sezione documenti.

Costi

Ingresso gratuito

Ultimo aggiornamento: 10/09/2025

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